martedì 13 ottobre 2015

Casa Krull

Hans Krull varca la frontiera tra Francia e Germania illegalmente, è perseguitato per le sue opinioni politiche. Trova ospitalità a casa dei Krull francesi, parenti ormai naturalizzati dopo anni di residenza, esibendo una lettera del padre.
Il capofamiglia, Cornélius, intreccia cesti di vimini con l'aiuto di un anziano operaio gobbo e serafico. La moglie, la zia Maria, gestisce una drogheria che si affaccia sul canale navigabile e che annovera fra i clienti soprattutto i marinai e le loro famiglie. La figlia Anna sta per andare in sposa, il figlio Joseph sta ultimando la tesi di laurea in medicina, mentre la giovane Lisbeth si prepara per diventare maestra di pianoforte.

L'arrivo di Hans è il fattore scatenante, l'innesco per il capovolgimento tragico che caratterizza tutta la produzione dello scrittore di Liegi. Senza apparente fatica, Hans impone i propri ritmi e la propria presenza alla famiglia degli zii. Si prende tutte le libertà che desidera, comprese la soddisfazione delle pulsioni fisiche a spese di Lisbeth. In pochi giorni l'atmosfera diventa pesante: Joseph non fa mistero di detestare il cugino dai modi mondani e brillanti, la zia Maria teme per l'avvenire di Lisbeth ormai succube del cugino tedesco.
Quando il cadavere della figlia di una cliente... poco seria della drogheria viene ripescato dalle acque del canale, il dramma si compie. Alcune amiche della morta segnalano alla polizia che Joseph è un abituale voyeur dalla psiche instabile: segue le donne per la strada e offre loro denaro in cambio di prestazioni che non riesce mai ad ottenere. I sospetti si fanno concreti, ma prima della polizia arriva l'odio degli abitanti del paese per i "tedeschi": rancori mai sopiti, sospetti e ignoranza si sfogano contro casa Krull in una scena dantesca. Simenon reclama sempre una vittima, e questa volta è il personaggio apparentemente più forte di tutti.

Casa Krull è un romanzo dell'età matura di Simenon che tocca temi quanto mai attuali. Il disprezzo dell'uomo per l'uomo è totale, in una guerra di tutti contro tutti senza esclusione di colpi. L'epilogo è destabilizzante, quasi un ritorno alla quiete dopo la tempesta: il passaggio di Hans nelle vite degli zii Krull è un temporale violento e inaspettato, che però lascia dietro di sé danni irreparabili.

venerdì 2 ottobre 2015

Ottobre

Oggi finisce il mio semestre senza didattica, da lunedì si ricomincia. Il dipartimento è ormai in fermento: aule, lavagne, tablet, esami, orari di ricevimento, esercitazioni e riunioni. Per quelli che insegnano all'università, ottobre coincide con una piccola rinascita, arrivano nuovi studenti, si respingono (bocciano, in dialetto milanese) quelli vecchi, si respira nuovo gesso e si prendono nuovi raffreddori.

Il quartiere si popola dopo i deserti estivi, i treni rigurgitano ventenni di belle o brutte speranze nelle vie fra i palazzi color mattone. Provo quella stessa sottile inquietudine di entrare in un'aula e di trovarmi sotto gli occhi di studenti altrettanto inquieti. Forse non ho mai accettato di essere passato dalla parte sbagliata della cattedra, chissà.

Ritrovo gli stessi pensieri dell'ottobre 1993, quando varcavo la soglia, invero piuttosto squallida, della sede di Como dell'università di Milano. Appesi ad un pannello gli orari delle lezioni: algebra I, analisi I, geometria I, fisica I. Avevo i capelli più scuri, e soprattutto avevo più capelli. Portavo uno zainetto a righe bianche e gialle acquistato al supermercato, ed ero contento di studiare finalmente quello che desideravo: matematica!

Lunedì, davanti a me, ci saranno i ventenni del 2015. Potrebbero essere i miei figli, ma tutto sommato anche no... Parlerò delle proprietà dell'insieme $\mathbb{R}$ dei numeri reali, e so che dopo dieci minuti i miei studenti lasceranno correre i pensieri dietro un videogioco, una fidanzata, un moroso. Loro penseranno che io non mi accorga di nulla, come pensavo io quando ero seduto al loro posto. Pazienza, è il gioco delle parti. Tante volte mi è capitato di liberare i miei pensieri mentre facevo lezione, chissà se loro se ne sono accorti...

Ottobre, la primavera dei professori e l'autunno degli studenti.