domenica 8 marzo 2015

Otto marzo

Oggi è l'8 marzo. Festa della donna. Si regalano mimose, come sappiamo. I cinici dicono e ripetono che è ipocrita dedicare un giorno a..., è ridicolo ricordarsi solo per un giorno di..., sarebbe meglio che ogni giorno fosse la festa di...

D'accordo, inutile discutere, tanto ognuno resterà del proprio parere. Fatto è che quest'anno voglio dedicare le mimose a "madonna", come avrebbero detto nel Duecento: a F., che mi vuole bene nonostante i miei difetti. A F., alla quale io voglio bene sopra ogni altra cosa. Oggi può essere un giorno difficile, domani un giorno di gioia, chissà. Ma se la vita è fatta di successi e di sconfitte, i sentimenti che ci uniscono possono restare forti e sicuri.

Buon Otto Marzo a te, F., e a tutte le donne.

mercoledì 4 marzo 2015

Il pensionante

Il romanzo che ha permesso a Georges Simenon di entrare nell'esclusivo circolo degli autori Gallimard torna nelle librerie italiane dopo alcuni decenni. Stampato da Mondadori con il titolo L'ospite di riguardo, è ora ristampato da Adelphi in una nuova traduzione.

Il turco Elie Nagéar si trova in Europa per curare i (deludenti) affari, e durante un viaggio in nave incontra la bella Sylvie. I due diventano amanti, ma ben presto la miseria di Elie diventa insopportabile alla donna. La presenza di un uomo d'affari olandese nella camera d'albergo attigua diventa l'occasione per un delitto della disperazione: Elie segue l'olandese sul treno notturno Bruxelles-Parigi, lo uccide a colpi di chiave inglese e ruba una valigia di banconote. Come tutte le persone comuni, Nagéar è incapace di prevedere le conseguenze di un omicidio, e si trova subito nella condizione di una preda braccata da due polizie.
Sylvie lo sistema nella casa di famiglia a Charleroi, dove i genitori gestiscono una pensione per studenti. Il fuggiasco si abbandona al tepore confortevole della stufa economica, mentre la sorella di Sylvie impiega assai poco a collegare quel turco che non esce mai di casa all'assassino del treno. Comincia così un gioco di sottintesi, di segreti che non sono più tali, fino all'inevitabile epilogo. Nessuno spargimento di sangue, nessuna tragedia: solo la banalità della giustizia e l'attaccamento di una madre di famiglia per colui che è stato amante della figlia prima che assassino.

Scritto nel 1933, dunque a trent'anni appena compiuti, Il pensionante dimostra tutto il talento di Simenon per le trame asfissianti e malate. Non ci sono eroi, né positivi né negativi: il crimine è occasionale, la giustizia è ordinaria. Forse sarà suggestione, ma nel poliziotto francese che fuma la pipa e collabora con la polizia di Bruxelles sembra di scorgere Jules Maigret.