giovedì 31 marzo 2011

Simenon e le comodità di una volta

Come molti di voi sapranno, sono un appassionato lettore di Georges Simenon. In questo momento sto leggendo


fa5f86798487740dbbf687d8a37058b2_w190_h_mw_mh.jpg


la storia di un uomo normale in fuga dalla normalità. Ma non è di questo che voglio parlare, quanto piuttosto di alcuni piccoli particolari che compaiono spesso nei romanzi di Simenon.


Il primo è l'avarizia. I personaggi di Simenon hanno spesso un rapporto conflittuale con il denaro: sono poveri o ricchi sfondati (Totò direbbe "Io sono ricco, tu sei sfondato"), ma comunque hanno l'ossessione di apparire avari. Probabilmente è un riflesso dei sentimenti dell'autore, nato povero e divenuto estremamente ricco in età adulta.


Un secondo particolare è la descrizione delle piccole comodità che la società offriva negli anni del secolo scorso. Ad esempio, è comune che un personaggio di Simenon scenda in un hotel di infima categoria. Eppure, c'è sempre un cameriere disposto a comprare vestiti, rasoi, sigarette con sollecitudine. Provate voi a chiedere al portiere di un albergo ad una stella di andarvi a comprare il giornale!


Il signor Monde chiede l'orario dei treni per Nizza al cameriere di un ristorantino di Marsiglia, e quello gli porta l'intero libro della SNCF. Oggigiorno, probabilmente, gli risponderebbe che non è pagato per  fare il capostazione. Per non parlare dei bagagli: i fattorini, giorno e notte, recuperavano dai depositi le valigie dei clienti, mentre ormai sono stati chiusi anche i depositi delle stazioni!


Insomma, era un mondo diverso: la vita era globalmente più dura, eppure non mancavano le piccole comodità anche per i meno abbienti.

mercoledì 30 marzo 2011

Looking for a GNU/Linux distribution

Hi everybody, I am looking for a GNU/Linux distribution having the following features:

  1. rather light, since my desktop computer is ready for the trashcan;

  2. highly configurable, since I need some server-like features (local IMAP, outbound SMTP, gateway/router for my laptop, maybe OpenVPN);

  3. ready for compiling software from source.


Before the last crash, I used Slackware 13.1. Since a new release should be ready in a few weeks, I have decided to install Ubuntu 10.10 in the meanwhile. But it is quite heavy, desktop-oriented, and definitely stiff: this morning I spent a couple of hours just to build Dovecot from source. It seems that Ubuntu does not want users to break the "apt-get" jail with their own binaries.

Gentoo cannot be installed on my old machine, for some obscure reason related to the motherboard chipset. The same is true for OpenSuSE, actually. Is there any distribution for geeks who wish to install a small server?

Cooking recipes?

So: take

  • Nonlinear Schrodinger Equations with electromagnetic field and non-local interactions

  • Nonlinear Elliptic Equations with singularities

  • The $latex N$-body problem

  • Vortices and Allen equations,


put everything in a pot, and cook for a couple of weeks. This is a research project!

sabato 26 marzo 2011

La pace non è una (sola) virtù

"La pace non è l'indifferenza, l'apatia, il quieto vivere. C'è, in effetti, chi concepisce la pace in questo modo: destreggiarsi il più abilmente possibile per non avere fastidi. Aggirare gli spigoli, essere condiscendenti e arrendevoli, magari transigendo sui principi. Non impegnarsi a fondo, farsi una cuccia calda e riparla dai venti; vivere in pantofole, come si suol dire. Il risultato di questo studio minuzioso non è la pace: è il quieto vivere, senza grane, senza noie, senza disturbi. A ben pensarci è una sorta di morte. La morte non duole, la morte lascia tranquilli. Ma è forse un ideale da proporsi?"

Adriana Zarri (1919-2010), teologa.

venerdì 25 marzo 2011

Back from hell

Dopo la grande paura di ieri pomeriggio, il computer dell'ufficio e' ripartito (un po'... a spinta, diciamo cosi'). Per ora l'emergenza e' passata, ma confido nella sostituzione della macchina anche con un pc riciclato ma ben funzionante.

Il lato sgradevole della vicenda e' che mi sono ritrovato senza sistema operativo. Cosi' ho recuperato al volo una vecchia Ubuntu 9.04 LTS, e l'ho installata. Io detesto Ubuntu e derivate, ma non mi posso permettere di buttare giornate su un computer destinato alla rottamazione. Ora ho quasi finito la configurazione di Ubuntu 10.10, che non e' poi tanto male. Diciamo che ho rinunciato alle acrobazie virtuosistiche: niente OpenVPN, niente tunnel criptato dal portatile al desktop, ecc. ecc.

Ma per ora puo' bastare cosi', almeno fino alla prossima emergenza.

giovedì 24 marzo 2011

Che giovedì, questo giovedì

Certi giorni nascono proprio storti. A proposito, sapevate che l'aggettivo "storto" non esiste? Sembra che solo noi lombardi lo utilizziamo fin da piccoli, per influenza del dialettale "stort". Ma sto divagando.

Questa mattina, come ogni giovedì, ho fatto la barba (altra espressione dialettale). Curiosamente, sono riuscito a tagliarmi un'orecchio. Non in senso letterale, solo un taglietto. E già ho rischiato di perdere il treno. E invece no, il treno era in perfetto orario, il sole stava alzandosi e tutto sembrava volgere al meglio. Sembrava.
Infatti qualche deficiente ha pensato di abbandonare alcuni rami sui binari, rompendo il locomotore del MIO treno. Fatto si è che sono sbarcato a Milano alle 10:40 invece che alle 9:20.
Già di ottimo umore, non riesco a compicciare (fiorentinismo) nulla.

Nel pomeriggio ho la bella pensata di intallare Sabayon Linux sul computer dell'ufficio. Sono specializzato nelle installazioni di quasi tutte le distribuzioni Linux, e quasi mi diverto. Peccato che il perfido aggeggio si spegne e non vuole saperne di riaccendersi.
Chiamo il tecnico, smontiamo il computer come mamma l'ha fatto, e la sentenza è che... è rotto! Difficile nascondere la mia sorpresa, non l'avrei mai pensato...
Ora sono senza computer, ma forse è un'opportunità di comprarne uno nuovo. Speriamo.

E meno male che ieri sera ho guardato "Gran Torino": il vecchio Clint mi mette sempre di buon umore.

mercoledì 23 marzo 2011

A good place for ebooks

http://gen.lib.rus.ec/

A day without mail?

From time to time, I wonder what a day without (e)mail would look like. Well, for many years this was a frequent condition: I had just a dial-up connection at home, and a day at home used to mean a day without email. During longer vacations I used to check my email every two or three days, although I believe that vacations are vacations.

Three years ago I bought my first Blackberry phone, then an iPhone, and now I get my messages as soon as they arrive. But this permanent connection has pros and cons. In Italy only few people use emails to keep in touch on mobile phones, and SMS are more popular for friendly appointments. Even more subtle than this, when I don't get any message in a whole day, I start asking myself if there is any problem with my accounts.

Ok, it seems I am addicted to email; anyway, I know guys who can't live without their phone, while I do not use it at all for voice calls.

Reverting to the original question, there are days in which I dream I am in the countryside, I switch my iPhone off, and I smile: no message can reach me! I''l reply, sooner or later :-)

martedì 22 marzo 2011

Passaggio in libreria



Questa mattina sono andato in libreria, e ho comprato il libro che vedete qui sopra. Jean-Claude Izzo e' un autore che conosco poco,: ho letto soltanto Il sole dei morenti e ne conservo un ottimo ricordo. Maniacalmente appassionato di raccolte e opere cumulative, non ho saputo resistere alla tentazione. Speriamo bene, ho visitato Marsiglia anni fa, ma non posso dire che mi sia piaciuta. Amo la Francia del Nord, la Bretagna, l'Oceano; Marsiglia mi sembrava Genova, troppo... vicina.

Intanto prosegue la lettura di quest'altro bel libro,



decisamente meno romanzesco e leggero.

lunedì 21 marzo 2011

Anatomy of a manuscript

I received a short manuscript a few days ago. Now I have read it, and I'd like to summarize its content.

Theorem 1. Blah blah blah

Lemma 1....
Proof. Similar to [4]

Lemma 2....
Proof. Similar to [4].

Proof of Theorem 1. The proof follows from Lemma 1 and Lemma 2.

I would have liked to write down the following report:

Question: is it true that the authors of [4] wrote your paper as well, but you did not notice?

domenica 20 marzo 2011

Meriggiare pallido e assorto

Reduce da una settimana di fastidi causati da un'infiammazione del nervo sciatico, ieri ho declinato un invito al rifugio Menaggio. Mi preoccupava la prospettiva di arrampicarmi per due ore con lo zaino in spalla. E poi pioveva e faceva freddo, con temporali anche violenti nel pomeriggio.

Ora, in questa splendida giornata di sole in cui miracolosamente la mia gamba sta benissimo, maledico l'eccessiva precauzione.

sabato 19 marzo 2011

Internet: ma quanto?

In breve: uso internet abbastanza massicciamente, almeno al lavoro. Serve come l'aria, per cercare articoli, libri, citazioni e problemi aperti. Serve anche per collaborare a distanza: come facevano venti o quarant'anni fa i matematici (e gli altri scienziati, ovviamente)? Si spedivano per posta i calcoli, ricopiati in duplice copia? O si dettavano al telefono come gli inviati di guerra?

A casa no, non ho una connessione veloce. Ho uno smartphone e una chiavetta che uso sporadicamente. Una volta al mese mi faccio ingolosire dall'idea di comprare un collegamento flat, ma puntualmente rinuncio. Un po' perché il governo ha provveduto a impoverire il mio stipendio già abbastanza, un po' perché sento che la rete crea un pericolo abuso. Se ce l'hai, la usi: controlli (ridicolmente) la posta, leggi le notizie, scrivi su Facebook. Per carità, non sono un eremita e non voglio demonizzare un mezzo incolpevole. Ma è pur vero che, a casa, leggo i vecchi e profumati libri, sfoglio in pace un giornale, vado a fare una passeggiata e respiro il sano benzene aromatizzato alle polveri sottili! Se il mio computer fosse in rete, so che sprecherei tempo a fare quello che già faccio al lavoro; questo sarebbe malsano, in genere.

Patisco la mancanza della rete nelle settimane di ferie, quando mi dedico a scrivere qualche articolo che è rimasto bloccato da troppo tempo. Ma è un sacrificio tollerabile; mi segno le informazioni che devo cercare e gli articoli che voglio scaricare, poi uso la chiavetta. Mi impongo insomma un ritmo di connessione moderato, così come evito di accendere il televisore per noia. Senza integralismi ma anche senza sprechi, per ora non farò la felicità del mio gestore telefonico.

venerdì 18 marzo 2011

Ricordi d'estate

Stamattina mi sono svegliato presto, e la mente vaga nel tentativo di riprendere sonno. Cosi' ho quasi rivissuto un episodio di vent'anni fa. Correva l'anno di grazia 1990, avevo finito il secondo anno di liceo, e mi godevo il meritato riposo da mio nonno, a Cunardo. In quel periodo ero innamorato di una ragazzina del posto: alta, sportiva, biondissima e con gli occhioni blu. La chiamero' L, per garantire un po' di anonimato. Io venivo da fuori, gli adolescenti sanno creare comunita' molto chiuse ed ostili, sicche' le occasioni di avvicinamento alla donna-angelo erano scarse.
Tuttavia, ricordo un pomeriggio di agosto: il sole stava tramontando dietro le prealpi, e per qualche coincidenza mi sono trovato seduto su una panchina del parco di Cunardo con L e un amico, che chiamero' D. Ho saputo solo dopo che anche D sperava di far colpo sulla biondina, peraltro palesemente invaghita di un comune amico, R. Insomma, la tipica situazione ingarbugliata degli adolescenti in vacanza.
Avremo passato al massimo un'ora a chiacchierare, e ricordo che stavo bene: ero felice e incredulo di tanta confidenza. Non dimentichero' mai la costante diffidenza di L, che iniziava ogni frase con "Io non ti conosco, quindi...". Eppure eravamo un terzetto affiatato. Per un miracolo, io e L vivevamo nella stessa zona del paesino, mentre D viveva dalla parte opposta: l'occasione ideale per una pur breve passeggiata a due. Non ricordo che cosa ci siamo detti, ma solo che non abbiamo fatto scena muta. Toccavo il cielo con un dito, e immaginavo un futuro di amicizia, magari anche di piu'.

Come e' andata a finire? Come spesso accade a quell'eta'. L'amicizia non e' mai nata, l'estate e' finita dopo poche settimane, e il sogno ha fatto altrettanto. Ho poi perso le tracce dei protagonisti di quel pomeriggio. Anni dopo ho visto L nello stesso parco, che trastullava un bambino. Immagino che si sia sposata, e abbia avuto figli, ma non ho avuto il coraggio di parlarle. D vive sempre in paese, e sono certo che non abbia avuto miglior fortuna con la biondina. Se e' per questo, nemmeno R, che negli ultimi vent'anni ho incontrato solo una volta a Milano, quando entrambi studiavamo all'universita'.

Non so se ci sia un insegnamento o una morale. Resta il ricordo di quello che poteva essere e non e' mai stato (penso sia una citazione), e il sapore di una stagione che probabilmente non era piacevole come la ricordo adesso. Ha scritto Paul Simon: after changes upon changes, we are more or less the same. Stamattina, prima che suonasse la sveglia, mi sono illuso che il vecchio Paul avesse ragione.

giovedì 17 marzo 2011

Centocinquanta e non più centocinquanta

Ce l'hanno inculcato fino alla noia: l'Italia è riunita da 150 anni. Lo urlano i telegiornali, lo scrive Topolino (forse più attendibile dei telegiornali). Stamattina, mentre camminavo fra gli allegri assessori comunali che appendevano le foto di misteriosi patrioti canturini, mi sono chiesto: sarebbero morti per la patria se avessero potuto sapere quello sarebbe successo?
Ministri che si sentono stranieri e incassano soldi italiani, olgettine ignude che sollazzano vecchietti incerottati e miliardari, "ruba ruba, arraffa arraffa" a spese del territorio.
Non sono patriottico, ma guardando le foto di quei giovani ricordàti una volta al secolo mi vergogno un po'.

mercoledì 16 marzo 2011

Scientific shortcuts

I am currently reviewing a paper written by two chinese guys. But this doesn't really matter; they could be italian mathematicians as well. They submitted a manuscript (or better a LaTeX-script) to a rather poor journal, and I didn't expect too much from it. It is nine pages long (or short), and it deals with a nice but rather abused problem in Schrödinger equations.

After the first quick reading, I found some misprints and language mistakes, and this is common and excusable. But I found too many references to [4], a previous paper by other mathematicians. This reference was published on a high-level journal, and this too is ok. The manuscript is not completely original, but every mathematician can do this :-)

The troubles came when I downloaded [4] and checked the corresponding technical results: if a lemma of [4] proposes an alternative, "my" authors write just one possibility. If an estimate of [4] is true under some assumption, "my" authors forget this assumption. The result is that they could have cited almost any previous paper, since they probably did not read it!

I don't want to reject the manuscript right now, and I will try and see if it can be amended. But this reminds me of italian laws: they refer back to more and more laws, and nobody checks them. But if you do, you'll discover that most citations are rather random citations, therefore almost useless! We are a funny people.

martedì 15 marzo 2011

I gesuiti e la proprietà commutativa

Un giovane gesuita, accanito fumatore, pativa terribilmente le ore di preghiera durante le quali era costretto a reprimere il desiderio di accendere una sigaretta. Insofferente al sacrificio, andò dal rettore e gli domandò: "Posso fumare mentre prego?"
Il rettore, rigido e severo come solo un gesuita può essere, gli rispose con un "No" secco e rotondo come un uovo. Perché durante la preghiera la mente deve essere interamente concentrata su Dio, e nessuna distrazione è concessa.
Il giovane confidò la frustrazione ad un amico più esperto di cose gesuitiche, e il giorno dopo tornò a bussare alla porta del rettore. Chiese, con un po' di timore: "Posso pregare mentre fumo?"
Il rettore, raggiante in volto, confermò: "Figliuolo, ogni momento è degno di una preghiera!".

(Liberamente tratto da: Adriana Zarri, Un eremo non è un guscio di lumaca. Einaudi, 2011)

lunedì 14 marzo 2011

So easy, so difficult

When you study elliptic partial differential equations, a nice piece of folkore states that elliptic equations are easy because solutions are regularized immediately. Roughly speaking, this means that any solution is automatically more regular that it is expected to be: if it is continuous, then it is twice differentiable, if it is square-integrable then its derivative is square integrable. You call this phenomenon elliptic regularity. Of course much of this folklore is mathematically false, and it becomes true only under additional assumptions. But let us assume we know the precise results. It comes as a surprise that elliptic regularity is so hard to prove in full detail that we retain just the statements. Now, the question is: can we teach elliptic regularity at undergraduate level without crying too many tears? Is there an optimal approach to Sobolev and Schauder estimates?

sabato 12 marzo 2011

Dangerous emails

Have you ever noticed how much danger can lie in a simple email? You write a sentence, and your best friendship can die forever. What could be a joke in real life becomes an offense of the worst kind in an email. A golden rule is: don't try to be funny in emails concerning your job. The lightest criticism in a message will be understood as a threaten to your recipient's career. And remember: emails live forever, words fly away in a second.
You are warned: I use to archive every message I get, and it will be used against you if needed ;-)

giovedì 10 marzo 2011

I have no words

Sorry, in these days I have nothing to write. During the long weekend I will collect my ideas.

martedì 8 marzo 2011

Mint, Linux Mint

And so, here I am with another experience on GNU/Linux. I have just finished installing Linux Mint on my VirtualBox. I read wonderful advices on usenet, it was reported to run twice as fast when compared to popular distributions. I have chosen the Debian flavor, in contrast to the more popular Ubuntu flavor. After a huge download, I have a (virtual) system that seems to work perfectly. Here comes the troublesome part. I have never used Debian because I hate the dpkg system to manage software. Sooner or later, it will crash and leave you with an incomplete update. And it seems impossible to get rid of packages you do not want.

And indeed, after downloading almost 600 updates, the configuration of the updates broke down in the middle of the game. I am a lucky guy from time to time, and it seems the system is still running without severe issues.

Anyway, I ask: is it so difficult to imagine that something can go wrong during an update? With Archlinux, I have tried to remove files during the terrible

# pacman -Syu

process, and yet the system could recover the inconsistency. Well, Archlinux is a dangerous distribution, it can stop working because you try to update a useless package. But you know this from the beginning, while Debian should be rather stable.

Finally, my decision is that I do not want a system that I can't manage as I like. I will keep on running Arch and Slackware. Linux is for users who know what they want, even when they do not know how to do what they want. Linux Mint is for users who like Ubuntu, and I am not in that number at all.

domenica 6 marzo 2011

venerdì 4 marzo 2011

Laplacians

Speaker: I do not like the expression p-laplacian, because the p can be confused with the exponent of the nonlinearity, as in $latex -\Delta_p u = u^p$. Therefore, I prefer m-laplacian.

Somebody in the audience: Why don't you write $latex -\Delta_p u = u^m$?

Speaker: [silence]

mercoledì 2 marzo 2011

Orrorama da esame

Cercando informazioni ed esercizi di analisi matematica, ho trovato un bel file del prof. Gianni Gilardi, che potete scaricare qui. Diciamo pure che il docente appare alquanto rigoroso, ma la matematica non lascia spazio alle inesattezze. Comunque e' una lettura divertente.

martedì 1 marzo 2011

Quando si invecchia...

Questo post e' scritto in italiano, since I am not capace di esprimere certain frasi in a foreign lingua.

Quando si diventa vecchi...

  • si parla con il televisore, e quasi sempre per insultarlo
  • i film sono tutti americanate, la trama ideale dovrebbe essere basata sulla giornata-tipo di un pensionato italiano. Possibilmente residente nel proprio condominio, altrimenti diventa un'americanata.
  • qualunque notizia basta a scatenare l'angoscia: in Indocina un uomo muore per un virus? L'umanita' sara' spazzata via dalle malattie entro poche ore. In Africa cade il regime di un dittatore? Domani mattina milioni di profughi busseranno alla vostra porta, mi violenteranno e mi ruberanno anche la dentiera. Piove? Bisogna subito evacuare la citta', perche' ormai il clima e' impazzito. Se avevate pensato subito a "governo ladro", siete degli irriducibili estremisti illiberali.
  • ogni dolore vagante e' destinato a trasformarsi in una malattia, magari ancora sconosciuta, ma certamente incurabile. L'artrosi del ginocchio e' la scusa con cui quell'incapace del vostro dottore vi illude che non state per morire.
  • i giovani sono tutti privi di ideali, imbrattano i muri e sputano per terra. No, quelli sono gli immigrati, i ragazzi italiani si limitano a rifiutarsi di cedervi il posto in autobus. Non importa se vi sentireste offesi dall'offerta ("Giovanotto, potrei stare in piedi per cinque ore senza problemi"), ma comunque i giovani d'oggi sono maleducati e fannulloni. E poi portano i pantaloni calati, si vedono le mutande e l'ombelico. Questo e' un evidente sintomo di decadenza morale.
  • la scuola non educa piu' (questa l'ha detta pubblicamente un anziano che crede di essere giovane e possiede addirittura un'igienista mentale di fiducia). Ai vostri tempi sapevate almeno dieci poesie a memoria, e pure tutti i discorsi del Duce. Fa niente se i figli degli operai dovevano andare a lavorare a dodici anni e se il disegno tecnico ve lo insegnava Don Pimpolino solo perche' era un prete; oggidi' a scuola si impara solo a fumare spinelli e a fare ses** con le compagne di banco. Voi avete una teoria rivoluzionaria, e cioe' che la colpa e' dei pantaloni a vita bassa, ma non volete dare a quel rammolito del preside la soddisfazione di risolvere il problema una volta per tutte. A proposito, che fine ha fatto la sana abitudine di tirare legnate sulle mani degli scolari? Ai vostri tempi era il momento piu' educativo di tutta la lezione, e fa niente se poi siete cresciuti con le mani deformi e avete riscosso l'invalidita' civile per tutta la vita.
  • quando chiamate un operaio (idraulico, elettricista, giardiniere, ecc), iniziate a parlargli con l'atteggiamento di chi avrebbe potuto aggiustare tutto da se', magari con una mano sola. Ovviamente parlate in dialetto stretto, l'unica lingua che un operaio puo' padroneggiare. Poco importa se voi siete brianzoli e l'operaio e' di Sassari: possibile che questi operai moderni non imparino la vostra lingua?
  • prima di far riparare un danno o un guasto, ricorrete al vostro strumento preferito: il nastro adesivo. La casa di un anziano si riconosce soprattutto dalla presenza di nastro adesivo appiccicato ovunque: sulla tapparella, sull'anta del mobiletto, sul lavandino della cucina, sulla tappezzeria strappata. Ovunque. I piu' ardimentosi comprano addirittura un set da lavoro, con martello, sega circolare, trapano multifunzione, mazza da dieci chili, bulloni e dinamite. Alla fine pero' l'unico modo per riparare il guasto e' ancora il nastro adesivo arrotolato tutto intorno.
  • la pasta al sugo non e' mai cotta abbastanza. Difficilmente siete capaci di cuocere un uovo sodo, ma vi sentite in dovere di spiegare al vostro cuoco (moglie, figlia, badante) tutti i segreti della cottura della pasta. Non vi sfiora nemmeno l'idea che sia colpa della dentiera traballante, e' colpa della cottura!
  • si manifesta il furore contro il rinnovo della patente. Siete oltraggiati dalla mancanza di fiducia delle autorita', che vi obbligano a rinonvare la patente ogni cinque anni invece che ogni trenta, come sarebbe giusto in considerazione della fatica che avete fatto per tutta la vita. Certo, le vertebre del collo sono ormai fuse in un blocco rigido e fate manovra con l'agilita' di una statua di marmo. Chiaro, ormai schivate i pedoni come fossero fastidiosi insetti che cercano di spiaccicarsi sul vostro parabrezza, e faticate a riconoscere le strade del vostro quartiere se siete da soli. Ma la vita si e' allungata, o no?
  • infine, esorcizzate la paura della vecchiaia parlando degli anziani in terza persona. Avete 78 anni, ma alle riunioni del condominio chiedete di non lavare le scale perche' qualche anziano potrebbe scivolare. Vedete Richard Gere in televisione e commentate che non e' piu' quello di Ufficiale e Gentiluomo. Ovviamente voi siete seduti in poltrona, avvolti in una tuta da ginnastica ereditata dagli atleti della Germania dell'Est e state digerendo il vostro succulento omogeneizzato di verdure; eppure quel Riciard Giir e' proprio invecchiato!

Come diceva mio nonno Federico, e' brutto vegni' vecc (diventare vecchi); purtroppo l'alternativa e' molto peggiore. Speriamo solo che Richard Gere la smetta di andare in televisione!

A new textbook in variational methods

Some months ago I could read a draft copy of a book written by profs. Marino Badiale and Enrico Serra. The book is now ready for order: its title is Semilinear Elliptic Equations for Beginners, and you can browse some pages on Google Books.

It's main purpose is to be a useful tool for instructors of (elliptic) PDEs, variational methods, nonlinear analysis. It is based on the courses given by the authors in the past years, and the audience ranges from undergraduate students to Ph.D. students. 

The difficulty level is lower than that of Michael Struwe's book on variational methods, and the style is more elaborate than in the beautiful but rather cryptic book by Michel Willem on minimax theorems.

I have just borrowed from my library the book, and it looks quite promising.